Il Girone F di Serie D si conferma il campionato più imprevedibile e affascinante d’Italia, dove la logica sembra essersi smarrita e i pronostici sono destinati a essere ribaltati. Dopo dieci giornate, i numeri dipingono un quadro surreale: delle 90 partite disputate, 34 sono terminate con una vittoria esterna, a fronte di 37 successi casalinghi, dimostrando come il fattore campo sia ormai un mito sfatato.
La vetta della classifica è teatro di un’accesa sfida tra le abruzzesi Teramo e L’Aquila. I padroni di casa del Teramo, primi con 25 punti, vantano il miglior attacco del torneo con 26 reti segnate e uno spettacolo offensivo che ha travolto avversari come la Vigor Senigallia, sconfitta per 6-4 in un match memorabile. Di fronte, L’Aquila (24 punti) rappresenta la solidità assoluta, essendo l’unica squadra ancora imbattuta in tutta Italia. Con 6 ‘clean sheet’ e una difesa ermetica, gli aquilani hanno vinto lo scontro diretto alla quinta giornata per 2-0. Il motivo per cui il Teramo è in testa nonostante ciò risiede nella maggiore propensione ai pareggi de L’Aquila (tre volte fermata sul pari), mentre il Teramo non ha ancora conosciuto questo esito. È la classica contrapposizione tra la forza inarrestabile e l’oggetto inamovibile.
Il paradosso del Fossombrone e il crollo della Vigor Senigallia
Scendendo in classifica, emergono storie ancora più singolari. Il Fossombrone, fermo a 14 punti, ha una peculiarità unica: li ha conquistati tutti in trasferta, con un bottino di 4 vittorie e 2 pareggi lontano dalle mura amiche, mentre non ha ancora ottenuto alcun punto in casa. Questa sindrome da ansia da prestazione casalinga meriterebbe uno studio approfondito.
Al contrario, la Vigor Senigallia ha vissuto una metamorfosi radicale. Dopo aver dominato le prime quattro giornate con quattro vittorie e il primato in classifica (12 punti), la squadra ha subito un crollo verticale. Nelle successive sei partite ha raccolto solo 4 punti, incassando 16 gol (per un totale di 20, la peggior difesa del campionato nonostante il terzo miglior attacco). Il pesante ko per 6-4 subito contro il Teramo sembra aver minato le certezze tattiche della squadra.
Termoli, la gita in pedalò e le crisi di Ancona e Angelana
Se la Vigor Senigallia è un ottovolante, il Termoli incarna la tranquillità assoluta. In dieci partite sono stati segnati appena 13 gol (6 fatti, 7 subiti), con una media di 1,3 reti a incontro. La squadra non segna da tre partite consecutive (due 0-0), ma soprattutto non subisce. Navigando a metà classifica (11° posto), applicano un “Corto Muso” portato all’estremo, garantendo partite sofferte ma raramente divertenti.
Nel frattempo, piazze storiche come l’Ancona si aggrappano al treno di testa, costruendo le proprie fortune lontano dal Conero (13 punti su 15 in trasferta e terza miglior difesa). Nei bassifondi, invece, l’aria è di crisi nera. L’Angelana vive un incubo: dopo la vittoria all’esordio, ha ottenuto un solo punto in nove partite, con cinque sconfitte consecutive. Anche la Santegidiese, pur avendo fermato un’emorragia di quattro ko di fila con un pareggio a reti bianche contro il Termoli, vede la zona Play Out come una triste realtà.
Il Girone F, giunto a un terzo del suo cammino, ha emesso la sua sentenza: non fidatevi di nessuno. E se siete tifosi del Fossombrone, la domenica evitate lo stadio: è molto meglio seguirla in trasferta.