Gaetano Auteri guarda avanti, ma non dimentica le esperienze passate. Il tecnico siciliano, dopo la sua precedente esperienza al Benevento e un recente interesse da parte dell’Igea Virtus, ha fornito spiegazioni sul perché abbia scelto di non accogliere la proposta del club giallorosso. Questo, nonostante il profondo legame che lo lega alla città di Barcellona Pozzo di Gotto. Auteri ha inoltre condiviso le sue riflessioni sulla situazione precaria del Messina, squadra che ha guidato nella stagione 2023/24 e alla quale mantiene un forte attaccamento.
Auteri non cela il suo rammarico per le attuali vicende dei biancoscudati. L’eventualità di un ripartenza del Messina dall’Eccellenza appare a lui quasi inconcepibile: “Mi rifiuto anche di immaginarlo perché è una follia, anche se la realtà purtroppo è questa”. Ha rievocato i mesi trascorsi nella città peloritana, durante i quali ha diretto la squadra per 19 incontri tra settembre e dicembre 2023, prima di rassegnare le dimissioni insieme al direttore sportivo Marcello Pitino. Nonostante le sfide affrontate in quel periodo, Auteri continua a percepire nel Messina un contesto con notevoli potenzialità: “Provo un grande dispiacere per questa situazione, ma spero che ci siano i margini per il ripescaggio. Mi auguro che ci sia una proprietà solida ed efficiente, con voglia di programmare perché, tornando in Serie D, sei a un passo da una categoria minima per Messina, come la Serie C.”
Il legame con Messina e l’auspicio per il futuro
Giunto in Sicilia dopo aver maturato esperienze in club di rilievo quali Avellino, Crotone, Siracusa, Catanzaro, Benevento, Bari e Pescara, Auteri non è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati con il Messina, ma serba un ricordo speciale dell’ambiente peloritano. “Scelsi di accettare la chiamata del Messina anche per la tifoseria e speravo di far divertire la gente, ma quella società non era ben voluta. Era una squadra con tanti giovani, ma ha sempre giocato in modo dignitoso e mi ero illuso di poter risolvere tutto con il lavoro sul campo.” Un’esperienza che lo ha segnato anche a livello personale: “Ho sbagliato pure io, ma sono rimasto affettivamente legato a Messina.”
Per il tecnico originario di Floridia, il rilancio del club dipende dalla creazione di una struttura societaria solida e affidabile: “Mi auguro che finalmente possa esserci una società che possa ripercorrere la gloria e i fasti del passato, perché Messina è una piazza straordinaria.” Fondamentale, secondo Auteri, sarà anche il rapporto con il pubblico: “I tifosi avrebbero bisogno di una società all’altezza che investa per riportare la gente allo stadio. Si deve lavorare insieme, in simbiosi tra società e tifosi.”
Perché ha detto no all’Igea Virtus
Dopo aver lasciato il Messina, Auteri fece ritorno al Benevento nel dicembre 2023, guidando i campani per altre due stagioni e raggiungendo sempre i playoff prima dell’esonero arrivato lo scorso novembre nonostante il terzo posto in classifica. Oggi l’allenatore valuta nuove opportunità e nelle scorse settimane era stato vicino a un ritorno all’Igea Virtus, club che aveva già allenato tra il 1998 e il 2001 conquistando anche la promozione in C2.
Alla fine, però, ha prevalso la volontà di attendere un’occasione tra i professionisti: “Con il presidente Bonina c’è un rapporto di stima e affetto che dura da 25 anni. D’istinto ero tentato di accettare perché Barcellona è una piazza che stimo molto.” Un legame forte che, tuttavia, non è bastato per arrivare a un accordo: “Poi ho deciso di declinare perché dal punto di vista professionale spero in una chiamata dalla Serie C, magari una bella piazza con 10-15 mila tifosi.” Una scelta dettata quindi dall’ambizione e dal desiderio di tornare ad allenare tra i professionisti, in attesa della proposta giusta per rilanciare la propria carriera.