Giulio Spadoni ha rotto il silenzio dopo il suo addio alla Maceratese, spiegando i motivi che lo hanno portato a lasciare la guida tecnica della squadra. La decisione, maturata la scorsa settimana dopo un confronto con la dirigenza, sarebbe scaturita da una persistente “diversità di vedute” con il presidente Crocioni.
Spadoni ha ringraziato il presidente per l’opportunità concessagli in estate, ma ha sottolineato come il rapporto non sia stato sempre sereno. Tra le cause delle tensioni, il tecnico ha indicato “un po’ troppi consigli” provenienti da persone non autorizzate e le pressioni legate agli obiettivi prefissati ad inizio stagione: salvezza, creazione di un gruppo sano e attenzione al bilancio. Spadoni aveva accettato l’incarico con entusiasmo, consapevole delle difficoltà legate alle risorse a disposizione, e aveva chiarito che la stagione sarebbe stata impegnativa, auspicando coesione tra tutte le componenti societarie.
Il tecnico ha tenuto a precisare che la sua scelta non è legata alla posizione in classifica, che considera in linea con le aspettative, con la squadra virtualmente salva e un punto in più rispetto alla stagione precedente a parità di giornate e difficoltà del calendario. Nemmeno la contestazione dei tifosi, con cui afferma di avere un buon rapporto, ha inciso sulla decisione, sebbene abbia lamentato un clima di “troppo catastrofismo e veleno” che influisce negativamente sulla squadra.
Spadoni si è assunto la responsabilità di alcune scelte di mercato che non si sono rivelate azzeccate, ma ha evidenziato come il mercato aperto fino a gennaio permetta di correggere il tiro. Ha inoltre sottolineato come la società abbia aumentato il budget, consentendo l’arrivo di un giocatore come Baldassin, definito un “vero lusso per la categoria”. Secondo Spadoni, la squadra, con un portiere di livello, una difesa solida, un centrocampo rinforzato da Baldassin e Mbaye, e un attaccante come Didio (già autore di 6 gol), con qualche ulteriore ritocco e cessione, potrebbe guardare al futuro con fiducia per raggiungere la salvezza.
Nonostante l’addio, Spadoni ha rinnovato i suoi ringraziamenti e un “in bocca al lupo” alla società, alla squadra e allo staff. Ai tifosi, definiti “fantastici e sempre presenti”, ha chiesto di “abbassare i toni e collaborare fattivamente” per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo della permanenza in categoria, citando come esempio le difficoltà di club importanti come Spal e Taranto nel risalire nonostante ingenti investimenti.